Legalità, partecipazione, bilateralità: quattro giorni di formazione con i giovani CislFirenze,

da | Set 7, 2026 | Accade al Centro Studi, In evidenza

Centro Studi Cisl, 2-5 settembre 2026

Si è svolto dal 2 al 5 settembre, presso il Centro Studi Cisl di Firenze, l’incontro formativo per giovani su “Legalità, partecipazione, bilateralità”, promosso dalla Segreteria Generale d’intesa con il Centro Studi. I lavori sono stati aperti dalla Segretaria Generale della Cisl, Daniela Fumarola, che ha richiamato la centralità della promozione della legalità — in ogni sua forma — nella missione e nella storia dell’organizzazione.


All’iniziativa hanno preso parte fino a 60 giovani delegate e delegati (RSU, RSA, RLS) e operatori di UST, USR/USI, Federazioni di categoria, servizi, enti e associazioni Cisl, insieme alle ragazze e ai ragazzi del Progetto Policoro della Conferenza Episcopale Italiana: una comparteciazione che ha dato al modulo il segno di un lavoro comune con le espressioni della società civile, nella prospettiva di vere e proprie alleanze per la legalità.


Contenuti e metodo


Il percorso ha affrontato la promozione della legalità e della giustizia, il rapporto tra legalità e lavoro, la sfera normativa — legge, partecipazione e bilateralità —, il contrasto alla criminalità organizzata sul territorio, l’esperienza dei beni confiscati alle mafie, il ruolo e gli strumenti a disposizione dei cittadini e dei sindacalisti.


Il tratto distintivo dell’iniziativa è stato però il metodo. Accanto alle relazioni e al confronto in aula, la formazione ha adottato i linguaggi nuovi: il teatro, come strumento per rendere corporea ed emotivamente riconoscibile l’esperienza della legalità e della sua violazione; il video, come grammatica narrativa vicina al modo in cui le giovani generazioni costruiscono e condividono il senso; e infine l’esperienza diretta sul campo.


La visita a Suvignano


Il percorso si è misurato con un luogo simbolo: la Tenuta di Suvignano, tra Monteroni d’Arbia e Murlo, nel Senese. Oltre 600 ettari sottratti a Cosa nostra — sequestrati per la prima volta negli anni Ottanta su impulso di Giovanni Falcone e confiscati in via definitiva all’imprenditore edile Vincenzo Piazza — oggi assegnati alla Regione Toscana e gestiti da Ente Terre Regionali Toscana. È il più importante bene confiscato del Centro-Nord: un’azienda agricola e zootecnica che continua a produrre e a dare lavoro, e insieme un presidio di cultura della legalità democratica.


Vedere e toccare quel bene restituito alla collettività ha dato ai partecipanti la misura concreta di ciò di cui si era discusso in aula: che la legalità non è un principio astratto, ma lavoro, impresa, occupazione, comunità.


Claudio Arlati